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Lastebasse
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mwiaLastebasse (mwiqLastebase in mwigvenetocite-ref-5[5]) è un mwjwcomune italiano di mwka172 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlqprovincia di Vicenza in mwlgVeneto.

Contents

Storia
Simboli
Note

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Geografia fisica

Lastebasse si estende sul versante destro dell'alta mwmgval d'Astico, a ridosso del confine con il mwmwTrentino. Ad eccezione di alcuni pianori del fondovalle e dell'altopiano dei Fiorentini (che si trova sulle alture a sud del centro), tutto il territorio si caratterizza per i pendii scoscesi che degradano da sud a nord a partire dall'mwnaaltopiano di Folgaria.

L'area delle malghe di oltre 1.000 ha, è situata sull'altopiano e compresa tra le località Fratte, Bosco Scuro, Costa, Restele, Valle delle Lanze, Costa d'Agra e Coston; per la maggior parte è di proprietà privatacite-ref-6[6].

Origini del nome

Secondo lo storico vicentino mwpaGaetano Maccà, il nome "Laste" deriva dalle lastre di pietra levigata, presenti in fondovalle e lambite dal fiume Asticocite-ref-7[7].

Storia

Fin dall'antichità la storia di questo territorio è stata caratterizzata da controversie tra le popolazioni di etnie e culture diverse e, soprattutto, tra chi deteneva il potere, anche con lo spostamento dei confini.

Epoca antica

Durante la mwsgPreistoria il territorio fu abitato sin dal mwswpaleolitico. Il popolamento fu favorito dalla presenza di numerosi mwtacovoli (caverne) che potevano essere utilizzati come rifugicite-ref-proloco-8-0[8]. Più tardi venne abitato dagli mwuqEuganei, dopo l'insediamento dei mwugVeneti nella pianura vicentina.

Epoca medioevale

Il possesso dell'altopiano di Tonezza-Fiorentini-Folgaria e del fondovalle della Valle dell'Astico fu oggetto di aspre contese fin dal medioevo. Il termine più attestato per indicare tale area è la terra delle Laste, usato anche dal Caldognocite-ref-9[9].

La strada che collega Restele con il passo Sommo di Folgaria sembra quasi la linea di demarcazione tra le Laste Alte (o di Sopra, a monte della strada, il vasto altopiano) e le Laste Basse (o di Sotto, a valle, parte ripida e scoscesa che precipita nel sottostante Astico)cite-ref-munari11-10-0[10]cite-ref-bello108-11-0[11]. Gli abitanti delle Laste, provenienti dal veronese (già nel 1000cite-ref-zordan147-12-0[12]), da Folgaria stessacite-ref-caldogno40-13-0[13] o dall'alto vicentinocite-ref-bottea81-14-0[14] attorno al '500-'600 cominciarono ad essere chiamati dal nome della loro terra: i Lastarolli. Le località in cui vivevano erano Busatti, Giaconi, Snideri, Posta, Tamburinari, Montepiano a fondovalle, S. Fermo e Rustico in altopiano, tutti contadini e pastori salvo pochi addetti ad attività artigianalicite-ref-bello108-11-1[11]cite-ref-munari12-15-0[15].

Nel mwdwBasso Medioevo fu feudo dei conti di Velo, signori dell'Alto Vicentino, spesso in lotta con i conti di Beseno di mweqFolgaria, per il possesso della parte montana di un territorio "carico di altissimi pezzi, abeti, larici e faggi mirabili" e "ricco di boschi di squisita bellezza e bontà, che per esservi erbe eccellenti rendono ottimi frutti"cite-ref-brazzale12-16-0[16].

Per la gestione del territorio già nel 1188 gli uomini di Folgaria avevano giurato fedeltà ai conti Velocite-ref-bortolami283-17-0[17] e nel 1202 un mwgwinstrumentumcite-ref-18[18] aveva sancito il confine settentrionale del territorio vicentino assegnandolo alla Comunità di Arsierocite-ref-zordan174-19-0[19]. Il territorio avrebbe potuto essere amministrato in accordo con i Velo, ma pochi anni dopo i signori di Beseno iniziarono a minacciare la terra delle Laste, per porre il confine in Val Lozza. Nel 1222 i Beseno fondarono la Comunità di Folgaria rivendicando diritti sulle “selve di Pioverna”, le “cime dei monti” fino al “fondo dell'Astico”cite-ref-munari22-20-0[20]cite-ref-bello106-21-0[21].

Iniziarono quindi le dispute. Nel 1285 “Folgaria prestò giuramento di fedeltà e di vassallaggio a Guglielmo di Castelbarco, signore di Rovereto”, casato che agli inizi del '300 acquistò Castel Beseno mantenendolo fino al 1456cite-ref-teso10-22-0[22].

Nel XIII secolo il territorio passò al mwmgcomune di mwmwVicenza, con il quale condivise le sorti nei secoli successivi. Fu comunque oggetto di continue controversie con il signore di Beseno; lastarolli e folgaretani si contendevano l'uso civico dei pascoli e dei boschi, ricorrendo alla giustizia. A quel tempo l'abitato non si trovava nella posizione attuale ma, come scrive il mwnaMaccà, "assai più in alto in faccia alla chiesa di San Sebastiano, curazia della chiesa parrocchiale di Folgaria, e l'Astico era quello che divideva le dette Laste Basse, ch'erano in numero di 44 case con un picciolo oratorio dedicato a San Fermo"cite-ref-brazzale12-16-1[16]. Verso la metà del mwoqTrecento, durante la dominazione mwogscaligera, il territorio di Lastebasse fu sottoposto, sotto l'aspetto amministrativo, al mwowVicariato civile di mwpaSchio e tale rimase sino alla fine del XVIII secolocite-ref-23[23].

Dominio veneziano

Le controversie continuarono anche dopo il passaggio del Vicentino, nel 1404, sotto la Repubblica di Venezia.

Nel 1430 Venezia estese la sua influenza sulla Val Lagarina: inviò Andrea Mocenigo, Capitano di Padova, per assegnare “la Valle Orsara e le Laste ai vicentini”, e il doge Foscarini concesse a Folgaria l'emancipazione dai Castelbarcocite-ref-bello108-11-2[11]cite-ref-munari22-20-1[20]. Nel 1448 la Serenissima decise di vendere alla Città di Vicenza la Montagna delle Laste, mentre nel 1470 i conti Trapp, subentrando ai Castelbarco, cominciarono a rivendicarne antichi diritti sul territoriocite-ref-bello108-11-3[11]cite-ref-munari25-24-0[24]. Nel 1535 le dispute confluirono nella “Sentenza Tridentina”, che diede tra l'altro le Laste Alte a Vicenza, l'utile dominio a Folgaria e condannò i Trapp al risarcimento dannicite-ref-25[25], ma questi non rispettarono la sentenza e le angherie proseguironocite-ref-cevese168169-26-0[26].

Nel settembre 1605 ci fu pertanto la storica “sentenza roveretana”, che decise lo spostamento dei confini, confermò le Laste Alte a Vicenza, diede a Folgaria le Laste Basse e il territorio chiamato delle "sette montagne"cite-ref-27[27] e riconobbe a Venezia la sovranità sulle montagne vicentinecite-ref-munari2930-28-0[28]cite-ref-bello121-29-0[29]. Ma mentre Lastebasse nel 1612 si ergeva a comune veneto autonomo da Folgaria, quest'ultima impediva ai Lastarolli "la fruizione dei boschi e dei pascoli comunitari"cite-ref-bello121122-30-0[30], tanto che per difendersi nel 1610 costituirono con Tonezza una milizia volontaria di 125 archibugericite-ref-cevese169-31-0[31].

Tra il 1750 e il 1754 si tenne il "secondo convegno di Rovereto" tra la mw3gSerenissima e il mw3wSacro Romano Impero indetto per porre fine alle liti territoriali tra i lastaroli e gli abitanti della vicina mw4aFolgaria: venne imposto ai lastarolli di abbandonare il paese. Il 12 maggio 1752, mentre gli uomini del villaggio erano scesi al mercato di Thiene, una spedizione distrusse le 44 case del villaggio e la popolazione di donne, bambini e anziani venne deportata a valle. Da questo spostamento a valle del nucleo abitato deriva l'attuale toponimo (mw4qlaste è invece un riferimento ai piani rocciosi che caratterizzano il territorio)cite-ref-diocesi-32-0[32]. L'Austria risarcì questa distruzione con 15.900 fiorini, ma non ripagò la perdita del territorio.

Il paese venne ricostruito a spese della Repubblica Veneta intorno al 1760 nella posizione attuale, sulle rive dell'Astico dove fino a quel momento vi erano solo i sassi di una frana staccatasi dalla montagna, posizione molto più arida di risorse rispetto alla precedente. La Repubblica, per sostenere i lastaroli, acquistò per loro dal comune di Vicenza la montagna delle Laste Alte, spendendo il risarcimento dato dall'Austria. Tale era comunque la povertà che "mw5wuna volta l'anno - e anche due in caso di carestia - la Serenissima passava a questo povero comune 100 staja venete di mw6asorgo"cite-ref-brazzale12-16-2[16]. Ad ulteriore compensazione, Venezia staccò da Brancafora le tre contrade di Tamburinari, Montepiano e Posta e le diede a Lastebasse.

Ottocento

Folgaria nel 1814, divenuta austriaca, distrusse le pietre di confine alla Porta del Leon (sopra Buse) e in Valle Orsara. Dopo essere passata sotto Rotzo (1818), Lastebasse nel 1843, quando ormai il Veneto era sotto il mw7wRegno Lombardo-Veneto e quindi apparteneva all'mw8aImpero asburgico, vide arretrare il confine provinciale su quello comunale da parte della Cancelleria Aulicacite-ref-munari7781-33-0[33]cite-ref-bello124-34-0[34]: fu spostato il confine e il territorio delle "sette montagne" fu annesso al Trentino. Ritornata comune autonomo nel 1850, dopo l'annessione del 1866 chiese inutilmente al Regno d'Italia il ripristino del confine sulla linea Monte Maggio-Valle Orsara. Infine nel 1868 l'istituzione della dogana a Busatti rese la vita impossibile per la presenza del confine e del fossato a ridosso delle case, pertanto nel 1882 furono i Lastarolli a far saltare i cippi confinaricite-ref-bello124-34-1[34]cite-ref-munari8386-35-0[35]. Nel 1887 la risposta positiva del Governo Regio di ripristinare la distinzione tra confine comunale e statale sfumò in un nulla di fatto. Il deputato radicale mwaqeMatteo Renato Imbriani evidenziò il problema di Lastebasse ponendo la questione al governo, collegandolo al caso dell'isola di mwaqiPelagosacite-ref-36[36], e originando una discussione in merito presso la Camera dei Deputati del 1894cite-ref-munari102103-37-0[37], che tuttavia non portò ad alcun provvedimento concretocite-ref-38[38]. Agli inizi del '900 la vicenda confinaria si intersecò con la realizzazione della cosiddetta "linea dei forti", soprattutto i forti mwaq8Cherle, mwaraCampomolon e mwareBelvedere.

Novecento

Durante la mwaroprima guerra mondiale la vicinanza al mwarsfronte provocò la completa distruzione del paesecite-ref-proloco-8-1[8], della chiesa, delle case e di alcuni opifici sorti lungo il torrente, insieme con il danneggiamento dei boschi e dei campi. La Grande Guerra provocò l'esodo, il secondo, dei cittadini di Lastebasse. Chi dal 1919 ebbe la fortuna di ritornare, riprese le rivendicazioni. Nel 1923, in una nazione vittoriosa sull'Austria, si giunse vicini ad un accordo: Vicenza e Trento discussero fino alla proposta di concedere a Lastebasse la “Fittanza”, area di dirupi rifiutata dai vicentini. Nel 1932 sembrò vicina la soluzione grazie al Prefetto dott. Francesco Piomarta, ma non si giunse a una soluzione conciliativacite-ref-munari139143-39-0[39]cite-ref-bello125-40-0[40].

Nonostante la ricostruzione dell'abitato, il paese rimase così povero che la popolazione cominciò ad emigrare in massa, spopolamento che continuò anche dopo la seconda guerra mondiale.

Concluso il secondo conflitto mondiale, ritornò più pressante la carenza di risorse e il conseguente malcontento, tanto che nacque una sorta di società segreta, l'“Orsara”, che si prefiggeva la riconquista delle terre usurpate tramite atti dimostrativicite-ref-munari146147-41-0[41]. L'Amministrazione comunale, non condividendo questa soluzione, decise di cercare altre vie. Su consiglio di esperti si decise di rivendicare l'uso civico delle montagne di Folgaria e nel 1952 ne rivolse istanza al Commissariato agli Usi civici di Milano. A tal fine venne designato il Ministero dell'Agricoltura e Foreste quale autorità competente, che nel 1971 diede incarico al Commissario agli Usi Civici di Veneziacite-ref-munari149152-42-0[42]. Dopo alterne vicende nel 1997 fu nominata una Commissione tecnica d'Ufficio di esperti scelti tra i ricercatori dell'Università di Trentocite-ref-munari156157-43-0[43].

Nel 1998 la commissione giunse a queste conclusioni: il comune di Lastebasse ebbe origine da quello di Folgaria condividendone il demanio civico fino al 1751; tale uso civico non si limitava alle terre sul versante destro dell'Astico (per le quali ebbe il risarcimento di 16.000 fiorini), ma anche sul versante sinistro. Sulla base di tali conclusioni dapprima il Giudice di Venezia indicò al comune di Folgaria un risarcimento a quello di Lastebasse di dieci milioni di euro per la mancata liquidazione dei diritti di tale uso civico, poi, dopo una serie di alterne vicende, nel 2008 si giunse ad una transazione: la Provincia autonoma di Trento corrispose al comune di Lastebasse tre milioni di euro, quest'ultimo rinunciò a rivendicazioni sul territorio di Folgaria. La transazione si inserisce in un accordo di integrazione turistica a investimento congiunto previsto dal Piano di Sviluppo turistico e valorizzazione ambientale del 2004 della Provincia di Trento, che prevede piste da sci, impianti di risalita e strutture nell'area lungo il confine (delibera provinciale 04/06/2004).

Simboli

Lo stemma comunale e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 6 ottobre 1953.cite-ref-44[44]

«D'azzurro, al

leone

rivoltato d'oro. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo di azzurro.cite-ref-45[45]

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

In origine, pur esistendo un oratorio intitolato ai santi Fermo e Rustico, i lastaroli frequentavano la chiesa mwavicuraziale di San Sebastiano, oggi frazione di Folgaria. Dopo lo spostamento del paese, nel mwavm1760 il governo veneziano fece costruire l'odierna chiesa di San Marco - il nuovo abitato veniva chiamato Case Nuove di San Marco - innalzata a mwavqparrocchiale nel 1765cite-ref-46[46].
L'edificio attuale, di stile romanico ad una navata e con tre altari, che sostituì il precedente distrutto durante la mwavoprima guerra mondiale ma spostato dall'area dell'attuale piazza all'altura sovrastante, fu costruito nel 1925, inaugurato nel mwavs1926 e consacrato nel mwavw1946. Tra le opere degne di nota: la tela del presbiterio, con mwav0San Marco che predica ad Alessandria d'Egitto di Giovanni Dandolo (mwav81926) e lo sportello del tabernacolo, realizzato nel mwawa1954 nella bottega di Gino Legnaghi; la vetrata dell'abside, con mwawiSan Francesco d'Assisi, è stata realizzata nel mwawm1984 da artisti triestinicite-ref-diocesi-32-1[32].
Oratorio di San Fermo e Rustico, mwawkai Fiorentini
Oratorio di San Rocco, mwawsin contrà Busatti
Chiesa di Santa Barbara, mwaw0in contrà Giaconi
Tutti e tre distrutti durante la prima guerra mondiale e successivamente ricostruiti.
Oratorio di San Prosdocimo vescovo, mwaxain contrà Posta di Lastebasse
Molto antico, secondo il Maccà, e ricostruito più volte da manodopera locale, dal 1961 è curazia autonoma, con annesso cimitero.

Località di interesse storico-naturalistico

Contrà Busatti
Una delle località più pittoresche e interessanti della Val d'Astico. Le sue tipiche case ordinate e pulite, allineate lungo il torrente, che proprio qui muoveva fino al 1915 gli antichi mulini, sorge là dove correva il confine (una famiglia possedeva l'abitazione in Italia e la stalla in Austria: l'attuale Taverna Clara). Ancor oggi si vedono il lungo edificio della dogana italiana e, pochi metri più a monte, quello della dogana austriaca, diversi nello stile. A quei tempi Busatti era una contrada piena di vita, favorita dal contrabbando e animata da molte mwax4tose che non sdegnavano di tener compagnia ai finanziericite-ref-47[47].
Cippo Austriaco
Al termine della contrada Busatti è stato trovato un cippo in pietra che ricorda l'impresa militare dell'arciduca mwayuCarlo d'Asburgo-Lorena, che il 2 maggio 1916 oltrepassò il confine italiano, nel luogo dove qualche settimana più tardi avrebbe preso il via la mwayyStrafexpedition. A Carlo, frattanto divenuto Imperatore, è dedicato anche il monumento scolpito su monolito di roccia locale, rinvenuto semisommerso dalla terra e dai detriti in località "Busa del Coston" ai Fiorentinicite-ref-48[48] e ora posizionato presso il Rifugio Coston.
Cascata della Val Civetta
Situata nei pressi di contrà Giaconi, presenta uno spettacolo grandioso e insolito nelle montagne vicentine. Sotto il salto della Civetta, sono ancora visibili parte della roggia e i resti di un maglio battiferro che operò fino al 1909, poi sostituito da un mulino con annessa segheria operante fino al 1936, soppiantato infine dai mulini a cilindro della pianura.
Cascata del Plazar
Nei pressi di contrà Pom.
Acqua Negra
Corso d'acqua che scorre non lontano dal Ponte Nuovo, la zona artigianale di Pedemonte.
Fiorentini (m. 1490).
Una delle località più rinomate dell'altopiano di Folgaria che si stende sulla destra dell'Astico. Alla bellezza paesaggistica unisce numerosi motivi di richiamo di carattere storico.
L'antica "osteria del Fiorentino" sorgeva sul confine italo-austriaco. Da qui nel maggio del 1916 presero le mosse le truppe austriache per occupare Tonezza e colpire dall'alto Arsiero. Da qui per sentieri si raggiungono i luoghi famosi delle battaglie (Monte Coston, Soglio d'Aspio, Costa d'Agra, Campomolon). Per arrivare - per strada - ai Fiorentini è necessario salire per Carbonare e San Sebastianocite-ref-49[49].
Un tempo vi salivano diversi sentieri, quasi completamente abbandonati negli anni sessanta, dopo la costruzione delle "Direttissima", e in seguito riscoperti dal CAI di Thienecite-ref-50[50]. A piedi i Fiorentini possono essere raggiunti da Lastebasse, da Busatti, da Giaconi, da contrada Posta con percorsi di due-tre ore e dislivelli di 800-900 metri.
Soglio d'Aspio (m. 1420)
Uno dei capisaldi della resistenza italiana quando nel 1916 si scatenò l'offensiva austriaca; è raggiungibile a piedi sia da Lastebasse che da Busatti per sentierocite-ref-51[51].

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-52[52]

Cultura

Istruzione

Nel Comune di Lastebasse non vi sono scuole; gli alunni vengono trasportati ai plessi di Valdastico o di Pedemontecite-ref-53[53].

Geografia antropica

Nel Comune di Lastebasse vi sono una sola frazione, Posta, e tre località: Busatti, Montepiano e Fiorentini. Tutti gli abitati sono in fondovalle, eccetto i Fiorentini a 1460 m.s.m.

Economia

Nella prima metà del Novecento i 600 abitanti vivevano di una modestissima agricoltura di fondovalle (frumento, orzo, segala, legumi, patate, pochi alberi da frutto), dello sfruttamento dei pascoli e dei boschi e dell'apporto fornito dai compaesani emigrati.

Nel corso del tempo l'agricoltura ha reso sempre meno, i pochi mulini e le attività artigianali sono spariti, gli emigrati non hanno fatto ritorno; la bassa natalità ha reso il paese sempre più caratterizzato da una popolazione di adulti - che vanno a lavorare altrove - e di anziani. Durante l'estate, specialmente ai Fiorentini, si sono sviluppate iniziative turistiche.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 8 giugno 1985 | 2 giugno 1990 | Giuseppe Giacon | lista civica | Sindaco | |
| 2 luglio 1990 | 24 aprile 1995 | Filiberto Freddini | DC | Sindaco | |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Emilio Leoni | lista civica | Sindaco | |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Emilio Leoni | lista civica | Sindaco | |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Davide Giacon | lista civica | Sindaco | |
| 8 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Emilio Leoni | lista civica Alleanza per Lastebasse | Sindaco | |
| 26 maggio 2014 | 27 maggio 2019 | Emilio Leoni | lista civica Alleanza per Lastebasse | Sindaco | |
| 27 maggio 2019 | in carica | Emilio Leoni | lista civica Unione lastarolla | Sindaco | |

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwacamwacemwaciBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwacmdemo.istat.it, mwacqISTAT.
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cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwademwadimwadmTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwadqmwaduPDF), in mwadyciterefmwadcLeggemwadg mwadk26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwadoAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwads 151. mwadwURL consultato il 25 aprile 2012 mwad0(archiviato dall'mwad4url originale il 1º gennaio 2017).
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cite-note-66. mwae0mwae4Brazzale Dei Paoli,mwae8 pp. 8, 10.
cite-note-77. Il cui toponimo potrebbe avere la stessa origine: tratto da mwafmCentro studi La runa
cite-note-proloco-88. mwafkmwafomwafsPro Loco di Lastebasse - Cenni storici, su mwafwconsorzioprolocoaap.it, Consorzio Pro Loco Alto Astico e Posina. mwaf0URL consultato il 21 maggio 2017 mwaf4(archiviato dall'mwaf8url originale il 10 novembre 2017).
cite-note-99. Il conte infatti scrive: «mwagmla… Montagna… delle Laste… si divide in due parti… le Laste di sotto, che al piede sono bagnate dall'Astico… le Laste di Sopra, le quali sul capo d'ogni intorno sono minacciate da più alti monti… Le Laste di sotto et di sopra s'intrecciano per mezzo di alcuni scaglioni.» cfr. mwagqmwaguCaldogno,mwagy manoscritto p. 30
cite-note-munari11-1010. mwagomwagsMunari,mwagw p. 11.
cite-note-bello108-1111. mwahymwahcBellò,mwahg p. 108.
cite-note-zordan147-1212. mwahwmwah0Zordan,mwah4 p. 147.
cite-note-caldogno40-1313. mwaiimwaimCaldogno,mwaiq manoscritto p. 40.
cite-note-bottea81-1414. mwaigmwaikBottea,mwaio p. 81.
cite-note-munari12-1515. mwai4mwai8Munari,mwaja p. 12.
cite-note-brazzale12-1616. mwajgmwajkBrazzale Dei Paoli,mwajo pp. 12-13.
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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.lastebasse.vi.it.